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DIVENTARE PADRI DOPO IL CANCRO Stampa

- COMUNICATO STAMPA -

DIVENTARE PADRI DOPO IL CANCRO
L'ANDROLOGIA NEL PAZIENTE ONCOLOGICO

Allo IOV il primo ambulatorio di Onco-andrologia in Italia. Un convegno sul tema, oggi al Policlinico universitario

Padova, 16 maggio 2012. Avere un figlio dopo il cancro si può. Un milione di uomini italiani sono affetti da tumori di vario tipo: 100.000 di questi risultano in età riproduttiva, è ovvio che questo è un problema di tutta la famiglia.
Le neoplasie più frequenti sotto i 40 anni sono quelle del testicolo, in età più adulta i carcinomi alla prostata, al colon e al polmone. La sopravvivenza a 5 anni è notevolmente aumentata nel tempo, soprattutto per quanto riguarda il cancro al testicolo e i linfomi.
Ben si capisce quanto sia pressante garantire agli uomini giovani, che il cancro lo sconfiggono, una vita normale, compresa la possibilità di riprodursi. I problemi andrologici che investono gli uomini in conseguenza del tumore, o perchè i testicoli sono sede di malattia o perchè le terapie chirurgiche e radianti per contrastare altri tipi di tumori interferiscono con il funzionamento del testicolo, possono indurre una riduzione della fertilità fino alla completa assenza di spermatozoi o alterare la funzione ormonale del testicolo, provocando un calo dei livelli di testosterone.

Nell'adulto, la prevenzione dell'infertilità in conseguenza a malattia tumorale viene effettuata mediante la crioconservazione degli spermatozoi, modalità preziosa in quanto almeno per due anni dal trattamento chemio-radioterapico le cellule spermatiche risultano alterate nella struttura cromosomica o genica, quindi inadatte alla procreazione. I figli nati da pazienti affetti da tumore, quando sono concepiti spontaneamente, hanno uno sviluppo normale; i registri internazionali hanno mostrato solo un modesto incremento di malformazioni maggiori, mentre non si sa ancora nulla sugli effetti tardivi di manifestazioni geniche che si manifestano nei figli quando diventano più grandi.

Se ne parlerà durante il corso di Onco-andrologia “Aspetti andrologici nel paziente oncologico” che si terrà oggi , mercoledì 16 maggio, alle ore 14 nell'Aula Magna “Morgagni” del Policlinico universitario: presidenti del convegno il professor Carlo Foresta, ordinario di Patologia clinica dell'Università di Padova, direttore del Servizio per la riproduzione umana, e il professor Pier Carlo Muzzio, direttore generale dell'Istituto Oncologico Veneto (IOV).

La riduzione di testosterone è documentata in circa il 40% di pazienti trattati con chemio o radioterapia: la funzione del testosterone – spiega il prof Foresta - oggi è nota essere coinvolta in tante forme di patologia come l'osteoporosi, la sindrome metabolica, le alterazioni della sessualità: durante il convegno si discuterà della necessità di individuare l'alterazione endocrina del testicolo e i possibili rimedi farmacologici per ripristinare il normale equilibrio ormonale. Agli uomini che sopravvivono al cancro è doveroso offrire una vita sessuale e riproduttiva normale: parleremo di come proteggerla, analizzando la competenza fertilizzante degli spermatozoi anche grazie a metodiche all'avanguardia”.

Sulla base di tutte queste problematiche è stato attivato presso lo IOV, in collaborazione con il Servizio della riproduzione umana dell'Azienda ospedaliera – Università di Padova, un ambulatorio di Onco-andrologia per valutare gli aspetti della sessualità, della fertilità e dell'ipogonadismo nei maschi affetti da tumore.


Riferimenti:
Servizio Comunicazione e Marketing
E-mail: comunicazioneemarketing@ioveneto.it
Telefono: 049 8215775.