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Trasparenza Valutazione e Merito
Premio Venosta al Dott. Vincenzo Bronte Stampa
ATTRIBUITO AD UN RICERCATORE DELLO IOV
IL PREMIO GUIDO VENOSTA 2008
DELLA FONDAZIONE ITALIANA PER LA RICERCA SUL CANCRO
Il riconoscimento, fra i più prestigiosi in Italia, è stato consegnato oggi al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Vincenzo Bronte assieme al collega dell’Istituto Superiore di Sanità, Ruggero De Maria
7 novembre 2008 - “Per i suoi studi pionieristici nel campo dell’immunologia, che hanno portato all’identificazione di cellule capaci di inibire le risposte antitumore e favorire i processi di crescita neoplastica. Queste scoperte sono ritenute una svolta cruciale per il pieno successo dell’immunoterapia anti-tumorale”.
Questa la motivazione del Premio Guido Venosta 2008 della Fondazione Italiana per la ricerca sul cancro (FIRC) che è stato consegnato oggi al Quirinale, attorno alle 16, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Dottor Vincenzo Bronte, ricercatore dell’Istituto Oncologico Veneto. Assieme a lui ha ricevuto il riconoscimento, fra i più prestigiosi in Italia nell'ambito della ricerca volta allo sviluppo di nuovi approcci terapeutici alle neoplasie, anche il collega dell’Istituto Superiore di Sanità, Ruggero De Maria.
“E' un onore ricevere un Premio così prestigioso – ha commentato Vincenzo Bronte - per chi si occupa di ricerca sui tumori, il Premio Venosta rappresenta il coronamento del proprio percorso professionale. E' un riconoscimento del lavoro svolto e dei risultati raggiunti da tutto il mio gruppo di ricerca, composto da ricercatori motivati, molti dei quali sono giovani finanziati da borse di studio, il cui impegno quotidiano, come quello di tanti altri colleghi, è orientato a scoprire strumenti nuovi sempre più efficaci nella lotta contro il cancro. E' un'attività che viene portata avanti lontano dai riflettori che tuttavia non deve essere trascurata solo perché condotta senza clamore. In Italia spesso, infatti, si tende a dimenticare che la ricerca scientifica è un elemento fondamentale per il progresso del paese ed è per questo che il contributo di organizzazioni come la FIRC, alla quale sono profondamente grato, risulta importantissimo. Fin dagli inizi della mia attività scientifica l’Associazione Italiana Ricerca sul Cancro e la FIRC hanno fornito il loro supporto attraverso finanziamenti e borse di studio contribuendo, quindi, in modo determinante alle scoperte per cui sono stato premiato”.
Originario di Gela, Vincenzo Bronte si è laureato a Padova nel 1988 dove ha lavorato fino al 1993 all’Istituto di Oncologia diretto dal Professor Chieco Bianchi operando in particolare nel Laboratorio di Immunologia, in collaborazione prima con il Professor Dino Collavo e poi con la Professoressa Paola Zanovello. Nel ’94, grazie alla seconda borsa di studio che gli è stata riconosciuta dall’Associazione Italiana per la ricerca sul cancro si è spostato nel Maryland, al National Cancer Institute di Bethesda, alla scuola di Steven Rosenberg, considerato il padre dell’immunoterapia. Negli States ha lavorato per i tre anni successivi allo sviluppo dei vaccini antitumorali, realizzando scoperte che saranno poi alla base di nuovi protocolli clinici. Rientrato in Italia, dal 1996 ha svolto attività di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Oncologiche e Chirurgiche dell’Università di Padova in qualità di Dirigente Medico dell’Azienda Università-Ospedale e successivamente come Dirigente Medico nel Servizio di Immunologia e Diagnostica Molecolare Oncologica dello IOV. E’ inoltre Group Leader dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare con il quale conduce una stretta collaborazione scientifica.
“Il premio Guido Venosta che il Dottor Bronte ha ricevuto da FIRC – ha messo in evidenza il Professor Alberto Amadori, Direttore Scientifico dello IOV - è un riconoscimento importantissimo ed ampiamente meritato. Ci rende estremamente orgogliosi, anche perché rappresenta un vero e proprio "messaggio nella bottiglia" nel mare di problemi in cui la ricerca italiana, particolarmente in questo momento, si sta dibattendo. E' un messaggio per il passato, perché questo risultato non sarebbe stato raggiunto, di certo, se non ci fosse alle spalle un lavoro di grande livello, nato e portato avanti per 40 anni presso l'Istituto di Oncologia e poi nel Dipartimento di Scienze Oncologiche e Chirurgiche dell'Università di Padova. E' un messaggio per il presente, perché in una situazione in cui il governo prospetta tagli irragionevoli e soprattutto indiscriminati agli atenei, dimostra che c'è ancora chi nella ricerca crede fortemente, e che nonostante tutto continua a sacrificarsi per ottenere risultati di rilievo. E', infine, un messaggio per il futuro, perché dice ai tanti giovani pieni di buona volontà, di speranze e di voglia di emergere che la ricerca scientifica in Italia è possibile, che non è necessario che "i cervelli fuggano" all'estero, e che grazie al lavoro loro e di chi li ha preceduti il domani sarà certamente migliore”.
L’attività di Vincenzo Brontenegli ultimi anni ha riguardato la messa a punto e l’impiego di vaccini contro antigeni tumorali “universali”, ovvero comuni a diversi tipi di tumore ma in parallelo anche la caratterizzazione di cellule coinvolte nella regolazione delle risposte immunitarie ai tumori: nel corso della crescita neoplastica e durante alcune infezioni si osservano, infatti, fenomeni di “immunodepressione” responsabili di una mancata risposta agli antigeni del tumore. Il suo contributo scientifico è stato chiaramente riconosciuto a livello internazionale anche in un recente articolo apparso sulla rivista Science (‘Cancer's bulwark against immune attack: MDS cells’), nel quale si identifica il ricercatore italiano come uno dei pionieri nella scoperta e nella definizione di queste cellule soppressorie di derivazione mieloide (MDSC).
“Il riconoscimento ottenuto dal dottor Bronte – ha sottolineato in fine il Professor Pier Carlo Muzzio, Commissario Straordinario dello IOV - è ancora una volta dimostrazione del fatto che, nonostante il nostro Istituto sia nato solo da qualche anno, sta ottenendo importanti risultati in ambito scientifico che potranno consentire un’assistenza all’avanguardia per i nostri pazienti”.
Il Premio Biennale "Guido Venosta" nasce nel 1996 ed è riservato a giovani ricercatori italiani che si siano particolarmente distinti nell'ambito della ricerca volta allo sviluppo di nuovi approcci terapeutici alle neoplasie. Questo importante riconoscimento, accompagnato da un assegno del valore di 50.000 euro, vuole da un lato richiamare all'attenzione pubblica il fatto che la ricerca non significa soltanto speranza per il futuro, ma è in realtà progresso costante e attivo nel presente, e dall'altro intende segnalare il merito di chi fa della ricerca uno strumento del continuo passaggio dei risultati di laboratorio alla concreta cura del malato di cancro.
Per informazioni:
Istituto Oncologico Veneto - I.R.C.C.S.
Via Gattamelata 64 - Padova
049 8215782
349 1368017

