Immagini ad alta risoluzione in 3D che permettono una ricostruzione stratificata della mammella, ma con meno radiazioni per garantire più sicurezza per le pazienti. È arrivato all’Istituto Oncologico Veneto – IRCCS di Padova il nuovo mammografo digitale dotato di tomosintesi e modulo per la mammografia con mezzo di contrasto, acquistato tramite gara regionale gestita da Azienda Zero. Con un investimento di 583 mila euro in due anni, si conclude così l’ammodernamento tecnologico della Radiologia Senologica diretta dalla dott.ssa Francesca Caumo. Proprio nelle scorse ore le prime pazienti sono state sottoposte all’esame di ultima generazione, indispensabile per un preciso studio del seno da qualunque angolazione.

Lo scorso anno allo IOV sono stati diagnosticati 712 nuovi carcinomi mammari, oltre 1.200 quelli trattati. «Il tumore al seno è il cancro più comune e la seconda causa di morte per cancro tra le donne nei paesi occidentali – dichiara il direttore generale Giorgio Roberti – La prognosi dipende dalla biologia del tumore e dalle dimensioni dello stesso al momento della diagnosi. Per questo è importante la prevenzione. La nuova dotazione tecnologica consentirà di accrescere le capacità di diagnosi e cura della Breast Unit. Lo IOV è nella Top Ten italiana nel trattamento del tumore alla mammella, in relazione al numero di interventi al seno. Il volume di attività, secondo quanto dimostrano le evidenze scientifiche, ha un impatto significativo sull’efficacia degli interventi e sull’esito delle cure».

Negli ultimi due anni l’Istituto si è dotato di: tre mammografi digitali con tomosintesi, software per eseguire la mammografia con mezzo di contrasto, software per il calcolo della densità e monitoraggio della dose, apparecchiature per biopsia sotto guida di tomosintesi e risonanza magnetica. La nuova dotazione tecnologica, unita alla professionalità del personale medico e sanitario, permetterà di migliorare la presa in carico delle pazienti con dubbio diagnostico o lesione neoplastica della mammella, ma anche di rafforzare i percorsi di diagnosi precoce e follow-up attraverso percorsi personalizzati.

«La mammografia con tomosintesi permette, attraverso l’eliminazione della sovrapposizione dei tessuti, una migliore visualizzazione delle lesioni – spiega la dott.ssa Francesca Caumo, responsabile della Radiologia Senologica – La mammografia con mezzo di contrasto unisce alle informazioni morfologiche della mammografia di base, le informazioni derivanti dalla vascolarizzazione delle lesioni ed è concorrenziale con la risonanza magnetica. Le nuove apparecchiature per accertamenti bioptici permettono di eseguire prelievi più accurati, con miglior comfort per la paziente e arrivando a una migliore definizione delle lesioni maligne, ma anche di rassicurare le pazienti con un sospetto. Inoltre il software per il calcolo della densità e dose permette di personalizzare i percorsi preventivi».