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IOV, DONA GLI ORGANI E SALVA 5 PERSONE. L’ESPIANTO NELLA SEDE DI CASTELFRANCO VENETO

IOV, DONA GLI ORGANI E SALVA 5 PERSONE. L’ESPIANTO NELLA SEDE DI CASTELFRANCO VENETO
Comunicati stampa

Le operazioni di prelievo, avvenute nella sede IOV di Castelfranco Veneto, sono durate 14 ore: al lavoro venti professionisti che salgono a una trentina con gli operatori esterni, il trasporto degli organi è avvenuto anche per via aerea. Donati cuore, fegato, pancreas ed entrambi i reni. I trapianti sono stati poi eseguiti in tutta Italia. Imponente la macchina organizzativa.
Il DG Benini: «Ci sono dei “sì” che spalancano porte: la donazione è un alto gesto di solidarietà».

Ci sono sillabe che salvano vite. Come il “sì” alla donazione pronunciato all’Istituto Oncologico Veneto, che è valso la vita a cinque persone. I fatti: una persona decede nell’Unità operativa complessa di Terapia Intensiva dello IOV castellano per lesione cerebrale, non riconducibile a patologia oncologica: la Terapia Intensiva, gestita dallo IOV, accoglie pazienti sia dello IOV sia dei reparti dell’Azienda Ulss 2. La persona deceduta aveva espresso, in vita, parere favorevole alla donazione degli organi e così i parenti, pur nel dolore più straziante, hanno dato corso alla sua volontà. Il Coordinamento Ospedaliero Trapianti dello IOV – sede di Castelfranco Veneto, si è pertanto subito attivato con una ventina di operatori impegnati nell’accertamento di morte, la valutazione di idoneità e i prelievi in sala operatoria. Una grande macchina organizzativa, professionale e dinamica – composta da medici, infermieri, strumentisti, oss – si è messa in moto tra la Terapia Intensiva e il Blocco Operatorio, coordinando l’arrivo delle 6 équipe impegnate nel prelievo e provenienti dai diversi ospedali dove sarebbero stati poi effettuati i trapianti, in collaborazione con la Ulss 2 e la Banca Tessuti di Treviso. Le operazioni di prelievo sono durate 14 ore, permettendo di giungere alla donazione di cuore, fegato, pancreas e la coppia di reni, poi trapiantati con successo su cinque pazienti in lista d’attesa in ospedali di tutta Italia. Inoltre sono stati prelevati i tessuti oculari e altri tessuti.

Tra prelievi e trasporto di organi nelle varie città d’Italia (via terra e anche via aria, mediante volo aereo) hanno lavorato più di trenta professionisti.

Oltre a essere in prima linea nella prevenzione, nella diagnosi, nella cura dei tumori e nella ricerca scientifica di matrice oncologica, dal 2019 l’Istituto Oncologico Veneto è anche un “ingranaggio” della grande macchina della vita: lo IOV è infatti un “nodo” della rete regionale impegnata nella donazione e nei trapianti di organi e tessuti. Il Coordinamento Ospedaliero Trapianti della sede IOV di Castelfranco Veneto gestisce le donazioni di organi di pazienti che decedono in Terapia Intensiva dopo aver accertato la morte con criteri neurologici, come da normativa, e gestisce la donazione di cornee di pazienti deceduti provenienti dal proprio Istituto e dal territorio. Nell’ultimo triennio (2019-2021) allo IOV si sono registrati 20 donatori d’organi, 178 donazioni di cornee, 20 multitessuto e 11 di cute.

«Ogni scelta va intimamente e profondamente rispettata, ma ci sono “sì” che spalancano porte – commenta il Direttore Generale dell’Istituto Oncologico Veneto – IRCCS, Patrizia Benini – La donazione è un alto gesto di solidarietà, un gesto d’amore incondizionato, per consentire ad altri di continuare a vivere grazie al trapianto. E la gratitudine nei confronti dei donatori e dei loro familiari deve essere immensa. Questa nostra attività, che origina da un sommo slancio di generosità, autentico e disinteressato, viene svolta da équipe multispecialistiche che lavorano con professionalità, competenza e molta delicatezza, in tempi rapidissimi, sotto la guida del Coordinamento Ospedaliero Trapianti e la regia del Centro Regionale Trapianti, in sinergia con Direzione Sanitaria e Direzione Medica Ospedaliera. Un pensiero estremamente grato va alla persona che ha donato e ai suoi familiari, con un augurio di “buon futuro” ai cinque riceventi».

L’équipe impegnata nell’intervento


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