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LA DOTT.SSA VANNA CHIARION SILENI, RESPONSABILE DELL’UOSD ONCOLOGIA DEL MELANOMA, SI CONFERMA ANCHE NEL 2022 COME UNO DEI RICERCATORI PIÙ CITATI NEL CAMPO DELLA CLINICAL MEDICINE

LA DOTT.SSA VANNA CHIARION SILENI, RESPONSABILE DELL’UOSD ONCOLOGIA DEL MELANOMA, SI CONFERMA ANCHE NEL 2022 COME UNO DEI RICERCATORI PIÙ CITATI NEL CAMPO DELLA CLINICAL MEDICINE
Ricerca

Come già accaduto lo scorso anno, anche per il 2022 Clarivate Analytics ha identificato la dott.ssa Vanna Chiarion Sileni, responsabile della UOSD Oncologia del melanoma, come uno dei ricercatori più citati del 2022 nel campo della Clinical Medicine. Clarivate è una società che gestisce diversi servizi basati sull’analisi di dati e informazioni, in particolare relativi alla ricerca scientifica. Alcuni di questi dati, come appunto le citazioni ad articoli pubblicati, misurano “l’impatto” di un ricercatore nella comunità scientifica: più un articolo viene letto e diffuso, più potrebbe essere citato in altri lavori di ricerca che ne hanno preso spunto.

La dottoressa Chiarion precisa che i risultati degli studi per i quali è stata più citata sono il frutto del lavoro di un gruppo di cui fanno parte anche altri professionisti delllo IOV: le dott.sse Luisa Piccin, Valentina Salizzato e Chiara Menin e il dott. Jacopo Pigozzo. Il gruppo di ricerca si è impegnato in studi di intervento farmacologico nel melanoma, finalizzati alla registrazione di nuovi trattamenti (Immunoterapici e terapia target) e alla definizione del miglior standard di cura, in particolare per le forme avanzate e per quelle, particolarmente aggressive, collegate alla mutazione del gene BRAF.

Oltre ad aver dato il loro contributo affinché questi nuovi trattamenti possano presto essere disponibili anche in Italia come trattamento standard, questi studi hanno aperto la strada alla partecipazione a nuovi protocolli internazionali di ricerca, permettendo di offrire un concreto beneficio ai pazienti che parteciperanno alle sperimentazioni. Anche grazie a questi risultati, nel 2022 si è abbattuto il muro del 50% di sopravvivenza a 7 anni nei casi di tumore metastatico.

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