Studi sulle nuove terapie contro il tumore al seno e poi sul melanoma, sul tumore al cervello, al rene e alla prostata, vengono presentati al congresso virtuale 2020 della European Society for Medical Oncology (ESMO). L’importante evento scientifico quest’anno si svolge online a causa dell’epidemia di coronavirus, nel corso dello Science Weekend, dal 19 al 21 settembre. L’Istituto Oncologico Veneto-IRCCS partecipa all’evento più importante dell’oncologia europea con alcune relazioni e lectures, a conferma del suo ruolo di protagonista riconosciuto nella ricerca e cura nell’ambito delle neoplasie.

«Negli ultimi anni i tumori sono notevolmente cambiati, passando da una malattia letale acuta a una malattia cronica, con un aumento del tasso di guarigione – afferma il direttore generale, Giorgio Roberti – Questo è stato possibile grazie alla ricerca, al confronto multidisciplinare tra specialisti e soprattutto allo scambio di informazioni garantito da eventi come il congresso Esmo. Ancora una volta l’Istituto oncologico veneto è protagonista a livello internazionale per la qualità dei suoi studi».

«Una delle colonne portanti dello Iov – continua il direttore sanitario, Maria Giuseppina Bonavina – è garantire ai pazienti la qualità del trattamento e della cura, fissando standard di competenza clinica per la pratica dell’oncologia medica e incoraggiando uno studio continuo, per raggiungere un livello di eccellenza professionale sempre aggiornato».

L’Oncologia 2 dello IOV e l’Università di Padova portano il loro importante contributo all’avanzamento delle conoscenze nell’ambito del carcinoma mammario al congresso ESMO 2020. Vengono presentati i risultati di due importanti trials clinici internazionali in cui lo IOV è stato tra i principali centri partecipanti. Gli studi sono tesi da un lato a dimostrare l’efficacia dell’aggiunta di specifici farmaci a bersaglio molecolare alla terapia ormonale e dall’altro l’efficacia di un trattamento sequenziale con chemioterapia e immunoterapia, somministrato a pazienti prima dell’intervento chirurgico in premenopausa. Hanno contribuito alle ricerche il professor PierFranco Conte direttore dell’Oncologia 2, la professoressa Valentina Guarneri, la dottoressa Maria Vittoria Dieci e il professor Antonio Rosato.

Vengono presentati anche tre studi condotti dall’Oncologia del melanoma, diretta dalla dottoressa Vanna Chiarion Sileni, che mettono a confronto immunoterapia e terapia target nel trattamento del melanoma. Un quarto progetto invece vede coinvolto il gruppo IOV melanoma unicamente nello studio di verifica, ancora in corso, sull’efficacia di alcune combinazione di farmaci nei pazienti con melanoma metastatico non pretrattati, sui cui non si può intervenire chirurgicamente.

Altro contributo fondamentale arriva dall’Oncologia 1, diretta dalla dottoressa Vittorina Zagonel. L’equipe per la cura dei tumori cerebrali, rappresentata dal dottor Giuseppe Lombardi, porta a Esmo due presentazioni orali. La prima valuta l’efficacia di un nuovo farmaco, un anticorpo monoclonale, in associazione al trattamento standard nelle recidive di glioblastoma; si tratta di uno studio prospettico, multicentrico a cui hanno partecipato 7 centri di neuro-oncologia italiani. L’altro lavoro studia il valore prognostico in un gene attraverso una nuova tecnica chiamata pirosequenziamento. Si tratta del più grande studio mai eseguito su questo argomento e sono stati analizzati 700 pazienti con recidiva di glioblastoma. È la quarta volta consecutiva che lo IOV tiene una presentazione orale all’Esmo sui tumori cerebrali.

Viene presentato anche uno studio condotto in oltre 650 pazienti con carcinoma renale avanzato, trattati con l’immunoterapia in associazione con un farmaco inibitore tumorale. Il dottor Umberto Basso dell’Oncologia 1 figura fra gli autori essendo stato lo IOV uno dei principali centri di arruolamento di pazienti a livello mondiale. Altra ricerca presentata vede lo IOV come coordinatore della raccolta a livello italiano dei dati di tollerabilità di un farmaco somministrato a oltre 300 pazienti con tumore renale avanzato, nell’ambito del programma di uso compassionevole in 86 centri italiani. Inoltre l’Oncologia 1 ha svolto assieme alla Rete Oncologica Veneta una ricerca a livello regionale sui trattamenti somministrati ad oltre mille pazienti con tumore renale trattati dal 2014 al 2018 allo scopo di confrontare gli esiti e i costi dei trattamenti.

Vengono resi noti anche i dati iniziali dello studio con un nuovo farmaco inibitore tumorale somministrato a pazienti con tumore della prostata, portatori di mutazioni dei geni del riparo del DNA. Il dottor Marco Maruzzo dell’Oncologia 1 figura fra gli autori. I medici del gruppo genito-urinario dell’Oncologia 1 sono presenti anche in altri progetti che riguardano i pazienti con tumori della vescica e del rene trattati con immunoterapia.