I tumori della vescica e delle vie urinarie costituiscono l’11 per cento circa di tutte le nuove diagnosi di tumore, con un numero di casi attesi ogni anno in Italia di circa 24.000 uomini e 5.700 donne, prevalentemente di età media o avanzata.
Il principale fattore di rischio di questa neoplasia è il fumo di sigaretta, ma sembra essere implicata anche l’esposizione professionale a coloranti industriali, solventi e altre sostanze tossiche.

Prevenzione

La principale forma di prevenzione del tumore della vescica consiste nell’eliminazione dei fattori di rischio, in particolare astensione dal fumo di sigaretta e protezione dall’esposizione alle sostanze tossiche, soprattutto nelle fabbriche in cui si utilizzano amine aromatiche o solventi.
Non esistono programmi di screening organizzato applicabili per la diagnosi precoce del carcinoma della vescica nella popolazione generale, mentre tutti i lavoratori potenzialmente esposti a sostanze tossiche per la vescica sono sottoposti a visite di controllo periodiche con anche esame delle urine.

Sintomi

La maggior parte delle neoplasie vescicali si presenta con ematuria (sanguinamento dalle vie urinarie) o bruciori urinari e minzione frequente come durante la cistite. Occasionalmente possono essere presenti dolori addominali od ossei, stanchezza e calo di peso se la malattia si è già diffusa ad altri organi quali ossa, fegato o linfonodi.

Diagnosi

Nel sospetto di un tumore della vescica è indicata una visita dallo specialista urologo; gli accertamenti più frequentemente richiesti sono l’esame del sangue e delle urine, l’ecografia dell’addome o la tomografia assiale computerizzata (TAC) di torace e addome con mezzo di contrasto iodato, la ricerca delle cellule tumorali nelle urine (citologie urinarie). È poi necessario ricorrere all’esame endoscopico della vescica ed eventualmente anche degli ureteri (cistoscopia o cisto-ureteroscopia) al fine di esaminare da vicino la mucosa vescicale ed eseguire biopsie che poi confermeranno o meno la presenza del tumore vescicale.

Cura

La terapia del tumore della vescica è diversa a seconda dell’estensione del tumore nella parete della vescica.

I tumori superficiali, cioè limitati allo strato più esterno della mucosa, vengono trattati con resezione endoscopica eventualmente seguita da instillazioni periodiche in vescica di un agente, chiamato BCG, che stimola la risposta immunitaria locale, oppure di un agente chemioterapico (mitomicina).

I tumori muscolo-invasivi, cioè quelli che invadono la parete muscolare della vescica, richiedono nella maggior parte dei casi l’asportazione completa della vescica (cistectomia radicale) con ricostruzione di una neo-vescica utilizzando un piccolo tratto di intestino tenue che viene inserito al posto della vescica originaria oppure fissato alla parete addominale con necessità di collegare all’esterno un sacchetto per la raccolta delle urine. Per alcuni pazienti l’intervento chirurgico può essere preceduto o seguito da alcuni cicli di chemioterapia per ridurre quanto più possibile il rischio di successive ricadute.
In alternativa alla cistectomia radicale, su pazienti selezionati si può eseguire un trattamento combinato con radioterapia associato a chemioterapia, tenendo la cistectomia come opzione successiva di trattamento in caso di ripresa della malattia.

Qualora il tumore della vescica fosse diagnosticato in fase avanzata, cioè con coinvolgimento di altri organi, fra cui soprattutto fegato, linfonodi, polmoni od ossa, l’indicazione è iniziare una chemioterapia sistemica per via endovenosa. Il tipo di farmaci e la durata vengono decisi dal medico oncologo in base alle caratteristiche del paziente, del sottotipo tumorale e delle altre malattie eventualmente presenti. Ulteriori trattamenti, tra i quali l’immunoterapia, possono essere considerati qualora la malattia continui ad avanzare dopo la chemioterapia.
Queste terapie hanno lo scopo di controllare i sintomi correlati alla presenza del tumore, migliorare la qualità della vita e prolungare la sopravvivenza.

In casi selezionati si può proporre l’asportazione chirurgica delle metastasi oppure l’applicazione di trattamenti locali come radioterapia o radiofrequenze.

Per la migliore gestione del paziente con tumore della vescica, allo IOV si effettua una valutazione multidisciplinare al fine di coordinare al meglio le attività dei diversi specialisti e garantire al paziente l’accesso a tutte le opzioni di trattamento.

Follow up

Il follow up oncologico rappresenta un’importante attività per coloro che, sottoposti a chirurgia e/o alle terapie oncologiche, sono liberi da malattia pur mantenendo un rischio di ricaduta variabile nel tempo. Il follow up ha lo scopo di identificare precocemente il possibile ritorno della neoplasia, anche se non sempre si traduce in un miglioramento della sopravvivenza. A tal proposito è utile programmare esami del sangue e radiologici a intervalli cadenzati, più frequentemente nei primi anni e meno assiduamente col passare del tempo. Inoltre durante le visite di controllo vengono sorvegliate le tossicità tardive dei trattamenti a cui il paziente è stato sottoposto e possono essere corretti stili di vita disfunzionali.