Sergio: Ho ricevuto la vita due volte: la prima da mia madre, la seconda, a 98 anni, dallo IOV.
Un intervento chirurgico oncologico complesso è stato eseguito con successo all’Istituto Oncologico Veneto IRCCS su un paziente di 98 anni affetto da tumore maligno stenosante dello stomaco. L’operazione, effettuata il 31 gennaio 2026 dall’équipe dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia oncologica delle vie digestive, diretta dal dott. Pierluigi Pilati, rappresenta un risultato di grande rilievo clinico considerata la complessità della patologia e l’età avanzata del paziente.
Il signor Iginio Sergio Bessega, classe 1928, era giunto all’attenzione degli specialisti dello IOV a seguito di sintomi progressivamente peggioranti nelle settimane precedenti, tra cui progressivo calo ponderale, dolore epigastrico, impossibilità ad alimentarsi, nausea e vomito. Gli accertamenti diagnostici hanno confermato, come già evidenziato in altre Sedi, la presenza di una neoformazione gastrica occludente localmente avanzata.
Considerata l’età molto avanzata del paziente, il caso è stato discusso collegialmente tra chirurghi, oncologi, anestesisti ed internisti. Dopo un’attenta analisi delle condizioni cliniche generali, in particolare dopo la valutazione anestesiologica del dott. Massimo Sergi, l’équipe ha deciso di procedere con l’intervento chirurgico.
Il signor Bessega è stato quindi sottoposto ad una gastrectomia subtotale associato a linfoadenectomia loco-regionale, procedura che ha previsto l’asportazione di due terzi dello stomaco ma che è stata portata a termine con esito positivo. Il decorso post-operatorio è stato regolare consentendo la dimissione del paziente dopo cinque giorni dall’intervento.
«Mi sono affidato completamente ai medici – racconta il signor Bessega –. Alla mia età non pensavo di affrontare un’operazione così importante, ma sono stato seguito con grande attenzione. Posso dire di aver ricevuto la vita due volte: la prima da mia madre, quando mi ha messo al mondo; la seconda, a 98 anni, dall’équipe dello IOV, che desidero ringraziare di cuore. Oggi mi sento bene e sono felice di poter tornare alla mia quotidianità».
Il risultato conferma l’elevato livello di specializzazione dell’Istituto Oncologico Veneto IRCCS, centro di riferimento per la chirurgia oncologica complessa delle vie digestive, dove l’approccio multidisciplinare e la personalizzazione dei percorsi terapeutici consentono di affrontare con successo anche situazioni cliniche particolarmente delicate.
«L’esperienza dello IOV dimostra che l’età anagrafica non può essere l’unico fattore nella valutazione dei percorsi terapeutici – sottolinea il Direttore Generale dott.ssa Patrizia Simionato –. Grazie alla competenza dei nostri professionisti e alla stretta collaborazione tra specialisti, possiamo offrire procedure sicure e personalizzate su tumori localmente avanzati anche in pazienti molto anziani, garantendo qualità delle cure e attenzione alla persona».
«Questo intervento – precisa il dott. Pilati – è stato effettuato grazie a un’accurata valutazione multidisciplinare, all’esperienza e alla professionalità dei miei Collaboratori e alla grande determinazione del paziente. Un ringraziamento particolare va al personale di sala operatoria e a quello di reparto che ha preso in carico il paziente, in particolare infermieri, OSS, case manager e tutte le figure professionali che hanno accompagnato e seguito l’intero percorso di cura».
«L’ottimo risultato raggiunto è il frutto di una fitta e sinergica collaborazione tra tutte le figure professionali coinvolte nell’ intervento. – dichiara il dott. Sergi, direttore della UOC Anestesia Rianimazione – In particolare sotto l’aspetto anestesiologico, l’attuale moderna tecnologia presente in tutte le sale operatorie dello IOV ci ha permesso di cucire addosso al paziente come un abito su misura, la giusta quantità di anestesia individuandone perfettamente la dose di farmaci (né troppo, né troppo poco). Anche l’ottimale gestione del dolore post operatorio è una priorità assoluta per i nostri pazienti, poiché permette una riduzione dei giorni di ricovero. Rimane il fatto che il paziente, seppur ultra 90enne, ha dimostrato una tenacia e un atteggiamento molto positivo che ha giocato un ruolo importante per il risultato finale».




