Importante risultato per l’Istituto Oncologico Veneto, che si aggiudica oltre 1 milione di euro, nell’ambito del Bando Ricerca Finalizzata 2024 del Ministero della Salute, per finanziare tre studi di ricerca: un traguardo che conferma il ruolo dello IOV tra i protagonisti della ricerca oncologica traslazionale in Italia, capace di trasformare l’innovazione scientifica in benefici concreti per i pazienti.
“È un grande risultato per lo IOV, che vede ammessi al finanziamento ben tre progetti in settori altamente innovativi, a fronte dei 1.431 presentati a livello nazionale – commenta il prof. Antonio Rosato, Direttore Scientifico f.f. IOV-IRCCS – Di assoluto rilievo è l’eccellente successo conseguito nella categoria Ricerca Finalizzata (RF) da Antonio Sommariva, della UOC Chirurgia Oncologica delle vie digestive, che con il progetto MAP studierà il miglioramento della gestione clinica e terapeutica dei pazienti affetti da metastasi peritoneali. Accanto a questo importante traguardo, siamo orgogliosi dei due progetti vinti nella categoria Giovani Ricercatori (GR): la ricercatrice Silvia Gori, della UOC Immunologia e Diagnostica Molecolare Oncologica, applicherà la sua ricerca
all’ambito degli screening sui tumori del collo dell’utero, mentre il ricercatore Andrea Bettinelli, della UOC Fisica Sanitaria, condurrà uno studio sull’uso avanzato dell’imaging per la prognosi oncologica”.
“Questo finanziamento rappresenta una conferma concreta della qualità scientifica e della capacità innovativa dei nostri professionisti – commenta la dott.ssa Patrizia Simionato, Direttore Generale IOV-IRCCS – Investire in ricerca significa investire direttamente nella salute dei cittadini: i progetti finanziati avranno ricadute tangibili nella pratica clinica, migliorando diagnosi, trattamenti e qualità di vita dei pazienti. È anche un segnale forte della capacità dello IOV di attrarre risorse nazionali in contesti altamente competitivi, valorizzando al tempo stesso i giovani ricercatori e le nuove idee”.
Il progetto MAP (Mutational Analysis and novel locoregional therapeutic strategies in colorectal Peritoneal metastases) – guidato dal ricercatore Antonio Sommariva, UOC Chirurgia Oncologica delle Vie Digestive – punta a migliorare la gestione clinica e terapeutica dei pazienti affetti da metastasi peritoneali da tumore del colon-retto, una condizione ancora caratterizzata da prognosi sfavorevole. Lo studio integra analisi molecolari avanzate per una migliore selezione dei pazienti candidabili alla chirurgia, lo sviluppo e la validazione di nuove combinazioni di farmaci per la chemioterapia intraperitoneale, e l’impiego della biopsia liquida per monitorare la risposta ai trattamenti. L’obiettivo è rendere le cure sempre più personalizzate ed efficaci.
Il progetto E-SMACK (Evaluation of Self-collected triage Methods to increase Attendance at cervical Cancer screening) – condotto dalla ricercatrice Silvia Gori, UOC Immunologia e Diagnostica Molecolare Oncologica – mira ad aumentare la partecipazione allo screening per il tumore del collo dell’utero attraverso metodi innovativi di auto-prelievo, sia vaginale sia urinario, per l’identificazione del papillomavirus (HPV). Lo studio analizzerà biomarcatori avanzati per migliorare la stratificazione del rischio e coinvolgerà circa 1.500 donne nei programmi di screening. L’obiettivo è rendere la prevenzione più accessibile, aumentare l’adesione e contribuire alla riduzione dell’incidenza e della mortalità della malattia.
Il progetto PIVOT-PR (Phantom-based Imaging Validation for Optimal Translation of PET Radiomics) – coordinato dal ricercatore Andrea Bettinelli, UOC Fisica Sanitaria – affronta una delle principali sfide dell’imaging oncologico: la limitata applicabilità clinica delle analisi radiomiche, spesso condizionata dalla variabilità dei protocolli di acquisizione. Attraverso l’utilizzo di fantocci innovativi stampati in 3D, lo studio mira a migliorare l’affidabilità e la riproducibilità delle immagini PET, definendo protocolli standardizzati. I risultati contribuiranno a
rendere più accurati i modelli prognostici e a favorire l’integrazione della radiomica nella pratica clinica.
Con questo risultato, lo IOV consolida il proprio ruolo di riferimento nazionale nella ricerca oncologica, con progetti capaci di coniugare innovazione scientifica e impatto concreto sulla vita dei pazienti.




