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Sindrome ereditaria di mammella ovaio pancreas e prostata

Sindrome ereditaria di mammella ovaio pancreas e prostata

Il tumore della mammella sporadico è la neoplasia più frequente del sesso femminile e può interessare 1 donna su 10 intorno alla menopausa; il tumore all’ovaio sporadico può interessare 1 donna su 100 circa.
Il 15% dei pazienti con tumore alla mammella ha una storia familiare positiva per questi tumori ma senza una causa genetica. Solo una piccola quota di tali neoplasie (5-10%) sono forme ereditarie dovute a sindromi note. In questi casi la suscettibilità allo sviluppo della malattia viene trasmessa di generazione in generazione attraverso il patrimonio genetico. Tra i geni maggiormente noti ci sono BRCA1 e BRCA2, ai quali si associa un rischio di malattia di tumore mammario e ovarico più alto rispetto alla popolazione generale. In soggetti con alterazioni genetiche nel gene BRCA1, ad esempio, vi è un rischio di carcinoma mammario del 50-80% nel corso della vita e di tumore ovarico, delle tube o del peritoneo del 20-40%; per i portatori di alterazioni nel gene BRCA2 il rischio di ammalarsi di tumore mammario va dal 50 all’80% e per il tumore dell’ovaio è nell’ordine del 10-20%.

Altri tumori, non di minore importanza, che possono essere associati alla sindrome della mammella e dell’ovaio, sono il carcinoma della mammella maschile, del pancreas e della prostata.

Ogni individuo portatore di un’alterazione genetica in questi geni ha una probabilità del 50% di trasmetterla ai suoi figli, pertanto è molto importante estendere l’analisi agli altri membri della famiglia di primo grado per una corretta gestione del loro rischio di malattia.

È importante sottolineare che i soggetti portatori di alterazioni nei geni BRCA1 e BRCA2 hanno un aumentato rischio di malattia rispetto alla popolazione generale, ma non la certezza di svilupparla. In altre parole, i portatori di mutazione non sono necessariamente destinati ad ammalarsi.

Anche se i geni BRCA1 e BRCA2 sono probabilmente quelli più noti tra quelli coinvolti nelle forme di tumore della mammella e dell’ovaio a trasmissione eredo-familiare, a oggi sono noti altri geni di predisposizione nella genesi dei tumori ereditari della mammella. Essi, laddove vi siano i requisiti e i presupposti, possono essere testati presso lo IOV.

Manifestazioni/caratteristiche

I tumori a base eredo-familiare si manifestano tipicamente in età precoce. Inoltre presentano un’aggregazione di numerosi casi in famiglia e/o tumori multipli nella stessa persona.

Identificazione

Allo IOV l’identificazione dei soggetti con mutazioni associate a un elevato rischio per neoplasie della mammella, dell’ovaio, del pancreas e della prostata avviene attraverso un percorso multidisciplinare dedicato di consulenza genetica oncologica.

A chi è rivolta la consulenza oncogenetica?

Criteri di accesso alla consulenza genetica oncologica


1) Storia personale di:
  • carcinoma mammario maschile;
  • donna con carcinoma mammario e carcinoma ovarico;
  • donna con carcinoma mammario diagnosticato a meno di 36 anni;
  • donna con carcinoma mammario triplo negativo diagnosticato a meno di 60 anni;
  • donna con carcinoma mammario bilaterale diagnosticato a meno di 50 anni;
  • donna con carcinoma ovarico non mucinoso e non borderline a qualsiasi età;
  • adenocarcinoma pancreatico metastatico;
  • carcinoma prostatico metastatico.
2) Storia personale di carcinoma mammario diagnosticato a meno di 50 anni e familiarità di primo gradoa, b per:
  • carcinoma mammario diagnosticato a meno di 50 anni;
  • carcinoma ovarico non mucinoso e non borderline a qualsiasi età;
  • carcinoma mammario bilaterale;
  • Carcinoma mammario maschile;
  • carcinoma pancreatico localmente avanzato o metastatico;
  • carcinoma prostatico metastatico.

3) Storia personale di carcinoma mammario diagnosticato a meno di 50 anni e familiarità per carcinoma mammario, ovarico, prostatico metastatico o pancreatico localmente avanzato o metastatico in 2 o più parenti in primo gradoa, b tra loro (di cui uno in primo grado con leia, b).

4) Storia personale di carcinoma prostatico e familiarità:
  • almeno un parente di primo grado a con carcinoma prostatico non Grade Group 1c diagnosticato a meno di 60 anni;
  • almeno 2 membri della famiglia con carcinoma prostatico non Grade Group 1c diagnosticato a meno di 50 anni.
5) Storia familiare di tumore del pancreas:
  • almeno 2 parenti di primo gradoa con adenocarcinoma del pancreasd;
  • almeno 3 membri della famiglia con adenocarcinoma del pancrease.

6) In presenza di criteri di accesso al test per le sindromi genetiche con un aumentato rischio di carcinoma pancreatico.

7) Storia familiare di: variante patogenetica nota in un gene predisponente in un familiare.


a Parenti di primo grado = genitori, fratelli/sorelle e figli.
b Per i tumori mammari e ovarici, nel lato paterno della famiglia, considerare anche familiari di secondo grado (nonna, zie).
c Grade Group 1 secondo ISUP.
d La condizione non interessa la situazione in cui entrambi i genitori sono/sono stati affetti.
e Sulla stessa linea di sangue e con almeno un parente di primo grado.

In che cosa consiste la valutazione oncogenetica?

La consulenza oncogenetica prevede la raccolta dell’anamnesi personale e familiare per tumore (albero genealogico) da parte di un team multidisciplinare di tre specialisti (genetista, medico, psicologo) e la visione della documentazione clinica con valutazione del rischio.

Se sono presenti i criteri di sospetto di una forma ereditaria, dopo un’esaustiva spiegazione al paziente si propone il test genetico. Dopo l’analisi, il risultato viene discusso e interpretato nuovamente in sede di consulenza, dove vengono fornite indicazioni in merito sia per la persona sia per la famiglia.

In che cosa consiste il test genetico e perché è utile che le persone con sospetto rischio eredo-familiare lo eseguano?

Il test genetico consiste in un prelievo di sangue, previa acquisizione del consenso informato, a cui segue da parte del laboratorio l’analisi genetica per la ricerca di alterazioni genetiche che possono essere causa della sindrome ereditaria.

La ricerca di una causa genetica mediante un test genetico in un soggetto a sospetto rischio eredo-familiare, conferma, in caso di esito positivo al test, una sindrome genetica di predisposizione per quel tipo di patologia. Di conseguenza il soggetto che si è sottoposto all’analisi può essere indirizzato agli opportuni programmi di prevenzione e/o di riduzione del rischio anche per altre neoplasie legate alla sindrome.

È, inoltre, possibile estendere l’analisi ai familiari sani della famiglia per la ricerca dell’alterazione genetica specifica riscontrata nel soggetto che ha eseguito l’analisi. Ciò consente di rilevare gli eventuali portatori di mutazione e di inserirli in percorsi specifici per la sorveglianza del rischio genetico secondo le attuali indicazioni nazionali e internazionali.

Generalmente i pazienti con sospetto di rischio ereditario sono inviati a una consulenza oncogenetica dopo una prima valutazione in un centro di primo o secondo livello.
Allo IOV esiste da anni un percorso strutturato di discussione dei casi di tumore alla mammella da parte di numerosi specialisti all’interno della Breast unit. I casi selezionati vengono indirizzati all’equipe multidisciplinare della consulenza genetica oncologica.

Sorveglianza e follow up

Allo IOV i soggetti sani portatori di mutazione genetica predisponente ai tumori della mammella e dell’ovaio possono essere seguiti per la sorveglianza del rischio genetico, secondo le attuali indicazioni regionali, nazionali e internazionali.

Si stima che in Italia siano circa 150.000 i soggetti portatori di mutazione BRCA 1 e 2, con riscontro di circa 3.000 soggetti all’anno portatori di tali mutazioni. Allo IOV vengono eseguite circa 1.200 consulenze genetiche oncologiche/anno per i tumori della mammella/ovaio. I soggetti portatori di mutazione BRCA 1 o 2 (o di geni minori predisponenti al tumore della mammella) vengono avviati ai percorsi di sorveglianza. L’UOSD Tumori ereditari segue attualmente circa 500 soggetti all’anno per la sorveglianza degli organi a rischio.

Ai soggetti sani portatori di mutazione genetica predisponente vengono offerti i protocolli di sorveglianza della mammella finalizzati alla diagnosi precoce della malattia.
Questi percorsi sono riservati a tutte le donne di età maggiore di 25 anni (o anche più giovani, in casi specifici selezionati) e prevedono, in collaborazione con la UOC Radiologia senologica dell’Istituto, l’utilizzo della mammografia/ecografia delle mammelle/risonanza magnetica delle mammelle con mezzo di contrasto, a seconda delle età e delle situazioni. Il protocollo viene modificato e integrato in base alle modalità più indicate per ciascuna fascia di rischio e secondo le linee guida.
Anche per il rischio oncologico di tumore ovarico esistono percorsi di sorveglianza e/o di chirurgia di riduzione del rischio dedicati, in collaborazione con la UOC di Ginecologia dell’Azienda Ospedale – Università di Padova.

Nella Regione del Veneto, tutte le donne e gli uomini portatori sani di mutazione genetica BRCA 1 e BRCA2 hanno diritto di usufruire all’esenzione “D99” per le prestazioni sanitarie di sorveglianza oncologica connesse con il tumore della mammella e dell’ovaio. Il diritto all’esenzione viene accertato e rilasciato solo dai centri di consulenza genetica oncologica, tra cui l’Istituto Oncologico Veneto, ed è applicabile dai 25 anni di età.

Nel caso di mutazione predisponente “ad alto rischio”, ai protocolli di sorveglianza si aggiunge la possibilità di attuare strategie di chirurgia di riduzione del rischio. Esse sono sempre discusse da un team multidisciplinare di specialisti (dal chirurgo senologo al chirurgo plastico allo psicologo) che evidenziano i benefici e gli svantaggi di ogni singola proposta terapeutica e personalizzano la stessa a seconda dei casi, pur seguendo le linee guida vigenti.

È importante sottolineare che in tutte le fasi del percorso (consulenza, adesione al test genetico, sorveglianza e/o chirurgia) accanto all’equipe specialistica è presente la figura di uno psicologo dedicato che supporta nelle fasi decisionali sia la paziente sia il soggetto sano.

Terapie

Il test BRCA è importante anche per lo specialista oncologo. Infatti, in casi selezionati di pazienti affetti da neoplasie con mutazione genetica BRCA, in cui sia necessario avviare una terapia medica, lo specialista oncologo potrà avvalersi di terapie mirate.

Equipe della UOSD Tumori ereditari

Dott.ssa Stefania Zovato – Endocrinologo
Dott. Gino Crivellari – Oncologo
Dott.ssa Sara Watutantrige Fernando – Endocrinologo
Dott.ssa Silvia Tognazzo – Genetista
Dott.ssa Elisa Alducci – Psicologo
Sig.ra Roberta Pozzani – Case manager
Sig.ra Caterina Pravato – Case manager

Come effettuare una prima visita allo IOV

Dove Le prime visite di consulenza genetica oncologica vengono effettuate a Padova (Edificio Radioterapia) e Castelfranco Veneto.
Le visite di sorveglianza dei soggetti sani vengono effettuate a Padova (Edificio Radioterapia)
Quando Consulenze genetiche: a Padova mercoledì mattina, a Castelfranco Veneto martedì mattina.
Visite di sorveglianza: a Padova lunedì mattina.
A chi è rivolta la prima visita
  • Ai pazienti che soddisfano i criteri descritti nel paragrafo “A chi è rivolta la consulenza oncogenetica?”;
  • ai soggetti portatori di mutazione genetica predisponente ai tumori della mammella e dell’ovaio provenienti da centri esterni e che desiderano essere seguiti negli ambulatori “alti rischi” della UOSD Tumori ereditari.
Come prenotare in regime istituzionale Rivolgendosi direttamente alla UOSD Tumori ereditari.
La prima visita a Padova si prenota: La prima visita a Castelfranco Veneto si prenota:
Impegnativa Salvo che per le visite in regime di libera professione intramuraria, è richiesta un’impegnativa del medico curante o dello specialista con quesito specifico di “visita multidisciplinare” cod. 89.07_2.
Quesito diagnostico Nel quesito diagnostico andrà indicata, tra i criteri di accesso, la motivazione dell’invio.
Cosa portare Il paziente già valutato presso un centro di primo e/o secondo livello deve portare con sé tutta la documentazione disponibile.
Va portata l’eventuale documentazione clinica relativa ai propri familiari affetti dalla patologia o al proprio albero genealogico.
Opuscolo informativo
Associazioni di pazienti Per questo tipo di neoplasia i riferimenti per i pazienti sono:

Storie

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