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UOC Immunologia e diagnostica molecolare oncologica

UOC Immunologia e diagnostica molecolare oncologica

Indice della pagina

Dove siamo

I laboratori della UOC IDMO sono ubicati a Padova presso due sedi:

  • via Gattamelata 64, per i gruppi della Dott.ssa Bonaldi, Dott.ssa Calabrò, e Dott.ssa Del Mistro
  • corso Stati Uniti 4, c/o Torre della Ricerca, 7° piano, per i gruppi del Dott. Curtarello, Dott.ssa Menin, Dott. Montagna, Dott.ssa Scaini e Dott.ssa Schiavi

Contatti

Telefono
  • Segreteria di via Gattamelata 64: 049 8215861
  • Segreteria di corso Stati Uniti 4, c/o Torre della Ricerca: 049 8215945
  • Email
    Segreteria: idmo@iov.veneto.it
    Segreteria Diagnostica: idmo.diagnostica@iov.veneto.it

    Mission

    La UOC Immunologia e Diagnostica Molecolare Oncologica dell’Istituto Oncologico Veneto (IOV) è un laboratorio altamente specializzato che svolge analisi avanzate per la prevenzione, la diagnosi e la prognosi della malattia oncologica e per la personalizzazione delle terapie oncologiche. L’attività integra competenze di biologia molecolare, immunologia, genetica e bioinformatica, con l’obiettivo di offrire risultati rigorosi, rapidi e clinicamente utili.

    La UOC è molto impegnata anche in attività di ricerca, che è strettamente embricata con l'attività assistenziale ed è legata a progetti sui meccanismi patogenetici e la storia naturale dei tumori e sull’immunologia dei tumori. Per una descrizione dettagliata delle attività di ricerca, si veda la sezione dedicata.

    L’obiettivo primario viene perseguito essenzialmente attraverso:

    • la comprensione e il rispetto delle esigenze e delle aspettative di un’utenza particolarmente sensibile quale quella dei pazienti oncologici e dei loro familiari;
    • la simbiosi continua tra ricerca e assistenza, perseguita nella convinzione che una buona pratica clinica non possa prescindere da una buona ricerca clinica e preclinica;
    • l’aggiornamento continuo del personale sui temi di maggior rilievo immunologico e oncologico, attraverso l’organizzazione e la frequentazione di seminari, corsi, congressi, e attraverso collaborazioni con i laboratori di riferimento in campo nazionale ed internazionale;
    • il training sistematico del personale e l’osservanza di rigorosi protocolli esecutivi nelle diverse tecniche laboratoristiche;
    • la stretta collaborazione con gli oncologi, gli ematologi e i genetisti padovani e veneti, nell’ottica della massima diffusione sul territorio della diagnostica più avanzata;
    • la sinergia con l’Università e con l’Azienda Ospedale Università di Padova, nella prospettiva di un’implementazione delle rispettive competenze.

    L’Unità collabora in modo continuo con tutte le Unità Operative cliniche dell’Istituto per garantire ai pazienti percorsi personalizzati, e con le équipe multidisciplinari, al fine di fornire dati utili per diagnosi accurate e terapie mirate.

    Alla UOC Immunologia e Diagnostica Molecolare Oncologica afferisce l’UOS Tumori eredo-familiari della mammella/ovaio (Dott. Montagna), Centro di riferimento regionale per il test BRCA.

    Prestazioni e trattamenti

    Attività diagnostica

    Identificazione di varianti patogenetiche germinali nelle forme di neoplasie su base eredo-familiare

    • neoplasie della mammella, dell’ovaio, del pancreas, della prostata
      (referenti: Dott. Montagna, Dott.ssa Elefanti) 
      • Analisi di sequenziamento di nuova generazione (NGS) con un pannello multigenico dedicato ai casi di tumore sopra citati a sospetta eziologia ereditaria
      • Interpretazione di varianti genetiche complesse
    • melanoma multiplo e/o familiare e sindrome del carcinoma nevoide a cellule basali (sindrome Gorlin)
      (referente: Dott.ssa Menin)

      • Analisi di sequenziamento di nuova generazione (NGS) con un pannello multigenico specifico per i geni predisponenti a neoplasie cutanee noti

    Tumori ereditari Endocrini Renali e Gastro-Intestinali

    (referenti: Dott.ssa Schiavi, Dott.ssa Pinato, Dott.ssa Rossi)

    Analisi di sequenziamento di nuova generazione (NGS) con un pannello multigenico specifico per i geni predisponenti alle patologie sotto riportate:

    • Tumori Endocrini
      • Feocromocitoma/paraganglioma ereditario
      • Sindrome di Von Hippel-Lindau
      • Neoplasia endocrina multipla di tipo 2, carcinoma midollare della tiroide
      • Neoplasia endocrina multipla di tipo 1/4
      • Iperparatiroidismo
      • Carney Complex
      • Carcinoma corticosurrenalico
      • Adenoma ipofisario
      • Iperplasia surrenalica macro- e micro-nodulare
    • Tumori Renali
      • Leiomiomatosi ereditaria e carcinoma a cellule renali
      • Tumore papillare del rene ereditario
      • Sclerosi tuberosa
      • Sindrome di Birt-Hogg-Dubé
    • Tumori Gastro-Intestinali
      • Sindrome di Lynch
      • Carcinoma del colon
      • Poliposi
      • Carcinoma gastrico familiare e carcinoma lobulare familiare della mammella
      • Carcinoma gastrico
    • Altre sindromi ereditarie con predisposizione ai tumori
      • Sindrome di Cowden
      • Sindrome di Li-Fraumeni 

    Analisi genetiche di marcatori predittivi di risposta ai farmaci

    • Neoplasie della mammella e del pancreas: test predittivo di risposta farmacologica mediante approccio NGS su sangue (referenti: Dott. Montagna, Dott.ssa Moserle);
    • Tumori dell’ovaio e della prostata: test predittivo di risposta ai farmaci PARP inibitori effettuato su tessuto tumorale e/o plasma (Referenti: Dott.ssa Moserle, Dott.ssa Boldrin);

    Analisi molecolari di farmacogenetica per lo studio di fattori genetici che influenzano la risposta terapeutica

    • Analisi molecolare delle varianti del gene DPYD per il trattamento con fluoropirimidine (referenti: Dott.ssa Calabrò, Dott. Curtarello, Dott.ssa Boldrin);
    • Analisi molecolare delle varianti del gene UGT1A1 per il trattamento con irinotecano (referenti: Dott. Curtarello, Dott.ssa Boldrin).

    Analisi per la definizione diagnostica, prognostica e per il monitoraggio della terapia delle neoplasie ematologiche

    (referenti: Dott.ssa Bonaldi, Dott.ssa Cavallari, Dott.ssa Martines)

    Citogenetica Convenzionale e Citogenetica Molecolare (FISH)

      • Analisi citogenetica per l’inquadramento diagnostico delle malattie mieloidi e linfoidi dell’adulto.
    • L’analisi FISH, in conformità alle raccomandazioni internazionali, garantisce la valutazione dei principali marcatori genetici diagnostici e prognostici (es. riarrangiamenti KMT2A, MECOM, delezioni 5q e 7q), in particolare quando il cariotipo non è ottenibile o non è informativo, oppure quando le linee guida prevedono specifici bersagli molecolari da indagare.
    • FISH su pannelli di marcatori genetici a valore prognostico e diagnostico:
      • Leucemia linfatica cronica (LLC): del(11q22.3)/ATM, del(13q14), trisomia 12, del(17p13.1)/TP53
      • Mieloma multiplo: su frazione plasmacellulare IGH::NSD2, IGH::CCND1, IGH::MAF, IGH::MAFB, delezione 17p13.1/TP53, +1q21/del(1p32).
      • Linfomi B di alto grado: riarrangiamenti dei geni MYC, BCL2, BCL6, IRF4 (anche su sezioni paraffinate)
      • Sindromi ipereosinofile: fusione FIP1L1::PDGFRA, riarrangiamenti dei geni PDGFRB, FGFR1 e JAK2

    Diagnostica Molecolare Per Patologia

    Leucemia mieloide acuta (LMA)

    • Ricerca delle fusioni geniche diagnostiche PML::RARA, RUNX1::RUNX1T1, CBFB::MYH11 come analisi qualitative alla diagnosi e  analisi quantitative per la valutazione della malattia minima misurabile
    • Ricerca delle mutazioni di NPM1, FLT3, IDH1, IDH2, TP53, disponibili come test singoli.
    • Saggio quantitativo NPM1 per la valutazione della malattia minima misurabile
    • Pannello NGS mieloide comprendente geni associati a mielodisplasia e il gene CEBPA, per la classificazione diagnostica e la stratificazione prognostica

    Sindrome mielodisplastica (MDS)

    • Analisi mutazionali mirate: SF3B1, TP53
    • Pannello NGS mieloide per la caratterizzazione delle mutazioni ricorrenti nelle MDS (es. ASXL1, TET2, DNMT3A, SRSF2, RUNX1, EZH2, CEBPA), utile per diagnosi e stratificazione del rischio (IPSS-M)

    Neoplasie mieloproliferative croniche (MPN) non Ph+

    • Ricerca dei driver mutazionali: JAK2 (mutazione V617F e mutazioni esone 12), CALR, MPL
    • Pannello NGS mieloide per l’identificazione delle co-mutazioni con impatto prognostico (es. ASXL1, SRSF2, IDH1/2, EZH2), e per il riconoscimento delle forme MPN/MDS.

    Leucemia mieloide cronica (LMC)

    • Ricerca del riarrangiamento BCR::ABL1 alla diagnosi (18 varianti)
    • Analisi quantitativa dei trascritti p210 e p190 per il monitoraggio della risposta molecolare alla terapia
    • Identificazione delle mutazioni del dominio tirosin-chinasico di ABL1 di BCR::ABL1 associate a resistenza ai TKI (sequenziamento Sanger)

    Leucemia linfatica cronica/Mieloma multiplo

    • Mutazioni TP53 (NGS singolo gene; per il mieloma multiplo su frazione plasmacellulare)
    • Mutazione del gene NOTCH1 (Dott. Piovan)

    Macroglobulinemia di Waldenström

    • Mutazioni dei geni MYD88 e CXCR4

    Leucemia a cellule capellute

    • Identificazione della mutazione del gene BRAF 

    Mastocitosi 

    • Identificazione della mutazione del gene KIT (D816V) come test mirato
    • Pannello NGS mieloide per l’identificazione delle co-mutazioni associate (SRSF2, ASXL1, RUNX1, ecc.), come richiesto dalle raccomandazioni WHO/ICC 2022 e dalle linee diagnostiche internazionali

    Analisi di virologia oncologica

    • Ricerca e genotipizzazione di sequenze del virus HPV (papillomavirus umano) nelle lesioni associate, genitali ed extra-genitali, effettuata principalmente su cellule esfoliate e su biopsie (referente: Dott.ssa Del Mistro):
      • per lo screening oncologico del carcinoma della cervice uterina, per cui IDMO è sede di uno dei tre laboratori centralizzati regionali per l’esecuzione del test HPV;
      • per triage, diagnosi, follow-up e monitoraggio.
    • Ricerca di sequenze e anticorpi del virus HHV8 in soggetti a rischio di sviluppo o affetti da patologie HHV8-correlate (sarcoma di Kaposi, effusione primitiva delle cavità sierose, malattia multifocale di Castleman) (referente: Dott.ssa Calabrò).

    La qualità delle analisi eseguite in IDMO è monitorata e garantita attraverso l’utilizzo di controlli di qualità interna e la partecipazione a programmi di valutazione esterna di qualità (VEQ), con inserimento nella rete di laboratori LabNet GIMEMA (CML, JAK, AML) per le analisi di oncoematologia.

    Come accedere al servizio

    Accettazione campioni e consegna referti

    La segreteria diagnostica dell’unità operativa è aperta da lunedì a venerdì dalle 8:30 alle 15:00 per l’accettazione dei campioni ed il ritiro dei referti.
    I pazienti che devono eseguire il prelievo di sangue periferico possono presentarsi allo sportello della segreteria fra le 8:30 e le 13:00 prima di accedere al punto prelievi dello IOV.
    I tempi di attesa per i referti variano a seconda delle metodiche utilizzate e della complessità dell’analisi, si prega di contattare la segreteria per maggiori dettagli.

    Altre informazioni

    Qualità, sicurezza e protezione dei dati

    Il laboratorio opera secondo standard nazionali e internazionali di qualità:

    • partecipa a programmi di Valutazione Esterna di Qualità (EQA) nazionali e internazionali;
    • ha intrapreso il percorso di accreditamento secondo la norma ISO 15189 per i laboratori medici, che attesta il rispetto di rigorosi standard internazionali per la gestione dei processi e delle procedure diagnostiche e per la qualità finale delle analisi, mediante l’attuazione di controlli rigorosi nei punti critici del processo analitico;
    • il personale che opera all’interno dei laboratori è qualificato e dotato di competenze specifiche valutate annualmente, ed è autorizzato ad effettuare gli esami e ad utilizzare le apparecchiature;
    • osserva le più rigide norme di sicurezza per la protezione degli operatori dai rischi associati all’attività lavorativa.

    Lo IOV-IRCCS garantisce che il trattamento dei dati personali relativi alle persone fisiche si svolge nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità dell’interessato, con particolare riferimento alla riservatezza, all’identità personale e al diritto alla protezione dei dati personali, a prescindere dalla nazionalità o dalla residenza dell’interessato. I dati genetici e clinici sono trattati nel pieno rispetto delle normative sulla privacy, vengono utilizzati per finalità diagnostiche e terapeutiche ed inseriti in alcuni specifici progetti di ricerca dopo approvazione ed autorizzazione del Comitato Etico di riferimento.

    Direttore e staff

    Dr.
    Prof. Antonio Rosato
    Direttore scientifico f.f., Direttore dell’Unità operativa, Professore ordinario
    Prof.-Antonio-Rosato
    )}
    Dott.ssa Annarosa Del Mistro
    Dirigente medico
    Dott.ssa-Annarosa-Del-Mistro
    )}
    Dott.ssa Susanna Mandruzzato
    Professore associato
    Dott.ssa-Susanna-Mandruzzato
    )}
    Dott.ssa Laura Bonaldi
    Dirigente medico
    personale-placeholder
    )}
    Dott. Giovanni Esposito
    Dirigente medico
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Maria Luisa Calabrò
    Dirigente biologo
    Maria-Luisa-Calabro
    )}
    Dott.ssa Chiara Menin
    Dirigente biologo
    Dott.ssa-Chiara-Menin
    Dr.
    Dott. Marco Montagna
    Dirigente biologo, Responsabile UOS Tumori eredo-familiari della mammella/ovaio
    Dott.-Marco-Montagna
    )}
    Dott.ssa Antonella Facchinetti
    Personale tecnico
    personale-placeholder
    )}
    Dott. Erich Piovan
    Dirigente medico
    Erich-Piovan
    )}
    Dott. Matteo Curtarello
    Dirigente biologo
    Dott.-Matteo-Curtarello
    )}
    Dott.ssa Lidia Moserle
    Dirigente biologo
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Ilaria Marigo
    Ricercatore universitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Ilaria Cavallari
    Dirigente biologo
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Francesca Schiavi
    Ricercatore sanitario
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    )}
    Dott.ssa Claudia Pinato
    Dirigente biologo
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Silvia Rossi
    Dirigente biologo
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Annalisa Martines
    Dirigente biologo
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Elisa Boldrin
    Dirigente biologo
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Debora Carpanese
    Ricercatore sanitario
    Dott.ssa-Debora-Carpanese
    )}
    Dott.ssa Silvia Gori
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Laura Meléndez-Alafort
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Elisa Peranzoni
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Maria Chiara Scaini
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Micol Silic-Benussi
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott. Francesco Carmona
    Collaboratore professionale di ricerca sanitaria
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Helena Frayle
    Collaboratore professionale di ricerca sanitaria
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Laura Matricardi
    Collaboratore professionale di ricerca sanitaria
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Sivia Nalio
    Collaboratore professionale di ricerca sanitaria
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Maria Assunta Piano
    Collaboratore professionale di ricerca sanitaria
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Cristina Poggiana
    Collaboratore professionale di ricerca sanitaria
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Valeria Sacchetto
    Collaboratore professionale di ricerca sanitaria
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Evgeniya Sharova
    Collaboratore professionale di ricerca sanitaria
    personale-placeholder
    )}
    Dott. Edoardo Peroni
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott. Francesco Ciccarese
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Stefania Pellegrini
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Stefania Canè
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Maria Raffaella Petrara
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Elisa Cappuzzello
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Vittoria Raimondi
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Serena Zilio
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Sara Zumerle
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Emilia Vigolo
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Annavera Ventura
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Tania Baccega
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott. Lorenzo Modesti
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Martina Calicchia
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Lisa Elefanti
    Dirigente biologo
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Cristina Catoni
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Andromachi Kotsafti
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Melania Scarpa
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Anna Tosi
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Loredana Urso
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Gaia Zuccolotto
    Ricercatore sanitario
    personale-placeholder
    )}
    Dott.ssa Valentina Mozzo
    Collaboratore professionale di ricerca sanitaria
    personale-placeholder
    Dr.ssa
    Dott.ssa Barbara Callegari
    Dirigente biologo
    personale-placeholder
    Dr.
    Dott. Matteo Curtarello
    Dirigente biologo
    personale-placeholder
    Dr.ssa
    Dott.ssa Silvia Nalio
    Supporto alla ricerca
    personale-placeholder

    Attività scientifica

    Nella sezione di oncologia del dipartimento di Scienze oncologiche e chirurgiche dell'Università di Padova sono attivi oltre 70 operatori, distribuiti tra personale universitario, personale dell'Azienda Ospedaliera di Padova, specializzandi in oncologia, dottorandi in oncologia, borsisti, tirocinanti, studenti in preparazione della tesi di laurea.

    Lo sviluppo della ricerca più recente riflette l'originale strutturazione dell'Istituto di oncologia (fino al 1990 circa) come Istituto policattedra, a cui facevano capo le cattedre di Oncologia e di Immunologia. Com'è logico attendersi in una struttura di queste dimensioni, le attività di ricerca sono discretamente differenziate, pur concentrandosi tutte sul filone dell'oncologia e dell'immunologia dei tumori. L'attività di ricerca è, coerentemente alla missione accademica dell'Unità, strettamente embricata con l'attività assistenziale e didattica.

    Temi di immunologia dei tumori


    APPROCCI INNOVATIVI DI TERAPIA GENICA ANTI-ANGIOGENICA
    La progressione e la crescita dei tumori presuppongono la necessità che i tumori stessi sviluppino una rete vascolare in grado di fornire nutrimento ed ossigenazione alle cellule neoplastiche. Tale fenomeno, conosciuto come “neoangiogenesi tumorale”, ha suscitato nell’ultimo decennio notevole interesse, anche alla luce del fatto che la neoangiogenesi può rappresentare un significativo bersaglio nell’immunoterapia dei tumori. Il concetto alla base di questa forma di terapia è apparentemente molto semplice: se ogni tumore per accrescersi ha bisogno di nutrienti che gli vengono forniti mediante i vasi sanguigni che lo circondano, riducendo tale apporto si potrebbe verosimilmente ritardare o addirittura bloccare la crescita neoplastica.

    Gli inibitori dell’angiogenesi dovrebbero comunque essere somministrati ai pazienti per tempi prolungati al fine di ottenere un effetto terapeutico duraturo: da qui l’idea di utilizzare vettori retrovirali e lentivirali per trasferire i rispettivi geni, in modo tale che siano le cellule stesse dell’ospite a produrre fattori in grado di ostacolare la vascolarizzazione del tumore. L’approccio che si è scelto è stato quindi quello della terapia genica, ovvero la possibilità di curare una determinata patologia neoplastica mediante il trasferimento nel malato di opportuni geni terapeutici.

    Le ricerche in questa direzione sono per ora limitate esclusivamente a modelli animali, ai topi in particolare; è tuttavia evidente la speranza di poterne trasferire le acquisizioni anche in ambito umano in tempi medio/lunghi. Uno dei progetti in corso è rivolto ad approfondire alcune strategie terapeutiche innovative per contrastare il fenomeno della neoangiogenesi nei tumori della mammella e dell’ovaio. Lo studio ha finora permesso di verificare l’attività terapeutica di alcune molecole appartenenti alla classe degli inibitori dell’angiogenesi tumorale e comprendenti angiostatina, endostatina ed interferone-alfa. Questa strategia dovrebbe consentire di ridurre i costi di queste terapie innovative e possibilmente limitare l’incidenza e l’intensità degli effetti collaterali, a vantaggio dei pazienti.


    APPROCCI INNOVATIVI DI IMMUNOTERAPIA DEI TUMORI
    L’immunologia dei tumori ha conosciuto negli ultimi 30 anni alterne fortune, legate essenzialmente alla difficoltà di evocare risposte immunitarie efficaci contro i tumori. Le neoplasie infatti possono esprimere antigeni specifici, la cui immunogenicità è peraltro relativamente scarsa.

    Accanto a questo problema, le cellule neoplastiche si avvalgono di numerose strategie per sfuggire al controllo del sistema immunitario, tra cui il mascheramento degli antigeni tumorali o il rilascio di fattori con funzione immunosoppressoria. Ciononostante, moltissimi gruppi sono impegnati nel mondo con l’obiettivo di mettere a punto nuovi vaccini anti-tumorali che sfruttano la moderna tecnologia del DNA ricombinante, a cui si affiancano strategie innovative di valutazione della risposta immunitaria cellulo-mediata.

    Nei nostri laboratori sono allo studio modelli di tumori sperimentali che prevedono l’impiego di ceppi murini convenzionali e transgenici, in cui viene valutata l’efficacia preventiva e/o terapeutica di nuove formulazioni vaccinali che fanno uso di costrutti plasmidici a DNA, costrutti virali ricombinanti, cellule dendritiche.

    La valutazione dell’efficacia della vaccinazione viene condotta mediante un monitoraggio multiparametrico che prevede l’impiego di saggi ELISA, di tetrameri in citofluorimetria, nonché l’allestimento di colture cellulari. A questa ricerca si sono affiancati progressivamente studi condotti su pazienti portatori di tumore: ad esempio, viene condotto uno studio che prevede la valutazione nel sangue periferico e nella massa tumorale dell’assetto immunologico di pazienti con melanoma, alcuni dei quali sottoposti a vaccinazione con peptidi.

    In questo ambito, il gruppo di ricerca ha partecipato ad un trial clinico di fase I/II per la vaccinazione con peptidi di antigeni tumorali di pazienti con melanoma avanzato, coordinato dall’Istituto Pasteur (Parigi).


    CELLULE MIELOIDI AD ATTIVITÀ SOPPRESSORIA SULLA RISPOSTA ANTI-TUMORALE
    Tra le strategie che i tumori adottano per sfuggire al controllo del sistema immunitario dell’ospite vi è la capacità delle cellule tumorali di indurre nel paziente uno stato di immunodepressione, talora molto pronunciato. Nei pazienti con patologia neoplastica l’abilità del sistema immune di rilevare e distruggere le cellule tumorali può quindi essere notevolmente compromessa, e questo deficit può rappresentare una delle cause alla base dello scarso successo dei protocolli clinici di immunoterapia attiva condotti su pazienti portatori di tumori solidi.

    Studi condotti in modelli preclinici e in patologie neoplastiche umane hanno dimostrato che cellule dello stipite monocitario-macrofagico svolgono un ruolo determinante nel condizionare la risposta immunitaria anti-tumorale. Il nostro progetto si propone di caratterizzare, fenotipicamente e funzionalmente, le cellule mieloidi soppressorie (MSC) isolate dagli organi linfoidi secondari e dalla massa tumorale, al fine di individuare marcatori specifici di questa popolazione cellulare e definire vie biochimiche coinvolte nell’attività soppressoria che tali cellule esercitano nei confronti dei linfociti T tumore-specifici.

    È in corso anche una comparazione del profilo trascrizionale di MSC in diverse situazioni funzionali e/o ottenute da distretti anatomici differenti. Sulla base dei dati ottenuti sino ad ora è possibile affermare che le MSC impiegano enzimi chiave del metabolismo dell’aminoacido arginina, quali arginasi (Arg) e ossido nitrico sintetasi (NOS), per determinare nei linfociti T attivati dall’antigene uno stato di paralisi funzionale.

    Questa prima conclusione ci permette di delineare nuove strategie farmacologiche, in grado di neutralizzare in vivo l’azione delle cellule soppressorie, il cui impiego possa potenziare l’efficacia terapeutica di protocolli di vaccinazione anti tumorale. In previsione di un trasferimento clinico a breve termine di queste ricerche, abbiamo recentemente identificato in collaborazione con una ditta italo-francese (Nicox S.A.), alcuni composti donatori di NO derivati dall’acido acetilsalicilico (nitroaspirine) la cui somministrazione per via orale in topi con tumore annulla gli effetti soppressori delle MSC e ripristina la risposta antitumorale indotta dalla vaccinazione.


    MALATTIE LINFOPROLIFERATIVE DEI LINFOCITI B
    La linfomagenesi è fenomeno complesso, probabilmente a più tappe, nel corso del quale entrano in gioco caratteristiche inerenti la cellula tumorale e fattori diversi propri dell’ospite, tra i quali soprattutto quelli immunitari. Studi epidemiologici condotti negli ultimi anni hanno evidenziato un’incidenza di linfomi di tipo B non-Hodgkin nei soggetti immunodepressi da 20 a 50 volte superiore rispetto alla popolazione normale. Il dato è rilevante, se consideriamo il numero crescente di pazienti trapiantati in profilassi immunosoppressiva o di pazienti sieropositivi per HIV, tuttavia i meccanismi che contribuiscono allo sviluppo di queste patologie linfoproliferative non sono ancora completamente chiariti, soprattutto per quanto riguarda il ruolo giocato da fattori T (immunodeficienza) e B linfocitari (stimolazione antigenica cronica). Con l’obiettivo di contribuire alla comprensione di questi aspetti, il nostro gruppo di lavoro nell’arco degli ultimi vent’anni ha sviluppato lo studio della genesi delle patologie immunoproliferative B lungo due direttive principali:

      • lo studio delle alterazioni del compartimento linfocitario B sottoposto ad una stimolazione antigenica cronica in presenza di una drastica riduzione del linfociti T CD4, qual è l’infezione da HIV;
      • lo studio del modello del topo SCID, affetto da immunodeficienza grave combinata, nel quale si sviluppano, a seguito dell’inoculo di PBMC da donatori EBV+, linfomi umani con caratteristiche simili ai linfomi immunoblastici dell’ospite immunocompromesso.

    Per quanto riguarda il primo ambito di studio, nel corso degli anni è stato possibile dimostrare che l’attivazione dei linfociti B in corso d’infezione da HIV è per lo più diretta verso determinanti antigenici virali, al punto che in alcuni pazienti sono evidenziabili bande sieriche oligoclonali HIV-specifiche; che la presenza in circolo di precursori B attivati HIV-specifici è IL-6 dipendente e che tali precursori sono refrattari alla stimolazione con mitogeni il che può riflettere un deficit della memoria immunitaria B; che tale disregolazione B contribuisce ad amplificare il danno direttamente prodotto da HIV sui linfociti T e può almeno in parte essere utilmente contrastata da un’efficace terapia anti-virale. Infine, più di recente, siamo stati in grado di mettere in relazione l’intensità dell’attivazione del compartimento B a livello linfonodale con la quantità di virioni adesi alle cellule follicolari dendritiche. Per quanto riguarda il modello del topo SCID, il nostro gruppo ha approfondito il ruolo giocato dai linfociti T nello sviluppo dei linfomi umani EBV+. Gli studi condotti hanno consentito di dimostrare che la presenza di linfociti T nell’inoculo cellulare è necessaria per lo sviluppo di linfoma, tant’è che il trattamento dei PBMC con ciclosporina A contrasta la formazione del tumore e che le masse originano dai pochi linfociti B latentemente infettati con EBV presenti nell’inoculo, i quali vanno incontro ad una notevole espansione in seguito al massiccio rilascio di citochine/chemochine da parte dei linfociti T (sia CD4+ che CD8+) attivati nel microambiente murino. Questi risultati, uniti alle osservazioni sulla localizzazione dei tumori hu/SCID (masse addominali, spesso infiltranti e conglobanti le anse intestinali e l’ilo epatico, con metastasi prevalentemente epatiche e peritoneali), hanno dato impulso agli studi più recenti, volti ad approfondire l’importanza dell’asse CXCL12 (principale chemochina prodotta dalle cellule mesoteliali)/CXCR4 nella linfomagenesi di questo modello sperimentale.

    L’analisi del profilo d’espressione delle chemochine più importanti per la biologia della linfomagenesi EBV-associata ha consentito di documentare che il recettore CXCR4 è il recettore maggiormente espresso nei tumori hu/SCID e in numerose linee linfoblastoidi B (LCL) generate in vitro, le quali esprimono sia a livello di messaggero (RT-PCR) che di proteina (analisi citofluorimetrica) anche il ligando di CXCR4, CXCL12 suggerendo un possibile circuito autocrino. Il blocco dell’asse CXCR4/CXCL12 con un anticorpo neutralizzante anti-CXCL12 o con un antagonista di CXCR4, TC14012, si è dimostrato capace di contrastare la crescita tumorale nel modello animale. Poiché CXCR4 è espresso nella controparte umana dei linfomi hu/SCID queste osservazioni potrebbero aprire la via a nuovi approcci terapeutici dei linfomi B non-Hodgkin nell’uomo.


    Temi di oncologia molecolaree virologia oncologica


    ALTERAZIONI MOLECOLARI NEI TUMORI SOLIDI ED EMATOLOGICI

    Il continuo aumento delle conoscenze dei complessi pathway molecolari coinvolti nel cancro sta fornendo alla ricerca traslazionale sempre maggiori possibilità in ambito diagnostico e prognostico. Le lesioni molecolari diventano quindi dei marcatori di neoplasia utili nella pratica clinica.

    • Una recente linea di ricerca riguarda l’analisi di alterazioni cromosomiche (la delezione di una specifica regione a livello del braccio corto del cromosoma 1 (1p36) e del braccio lungo del cromosoma 19 (19q13) negli oligodendrogliomi, alterazioni che individuano un gruppo di pazienti responsivi alla chemioterapia con miglior prognosi.
    • Lo studio della metilazione del promotore del gene MGMT può essere invece utilizzato per identificare quei pazienti che, presentando una ridotta espressione del gene e quindi un basso livello enzimatico, sono in grado di rispondere in maniera più efficace al trattamento con agenti alchilanti, come nitrosuree e temozolomide, che rappresentano, al momento attuale, i principali farmaci utilizzati nel trattamento dei tumori cerebrali. Lo studio prevede quindi sia la valutazione del significato prognostico di questo marcatore sia il suo utilizzo quale parametro predittivo di risposta alla terapia.
    • In oltre il 90% dei casi di HNPCC (carcinoma colorettale ereditario non poliposico) si riscontra una particolare forma di alterazione molecolare, l’instabilità dei microsatelliti, che può quindi rappresentare un utile marker per identificare famiglie HNPCC. Nell’ambito di un progetto volto alla formazione di un gruppo interdisciplinare per la standardizzazione dell’iter diagnostico-terapeutico e il follow-up dei pazienti con carcinoma del colon-retto ereditario, viene condotta l’analisi dei microsatelliti con l’obiettivo di individuare dei criteri di selezione dei pazienti, da sottoporre al test di screening, che devono tener conto delle caratteristiche e delle peculiarità della popolazione locale ed indirizzare i pazienti all’analisi mutazionale dei 2 geni (MSH2 e MLH1) più frequentemente alterati.
    • Piu’ di recente e’ stata iniziata una linea di ricerca mirata a studiare il ruolo della proteina oncosoppressoria Menin in neoplasie pancreatiche ed ipofisarie. Gli studi finora condotti hanno portato alla definizione del pattern di espressione “in situ” di questa proteina nelle diverse popolazioni cellulari di pancreas ed ipofisi e nelle neoplasie da esse derivate. Questi studi sono basati su metodiche d microscopia confocale per l’analisi dell’espressione della proteina in tessuti criopreservati e di metodiche molecolari per l’analisi delle alterazioni genetiche ed epigenetiche del gene MEN 1 che codifica per Menin.
    • Nell’ambito delle neoplasie ematologiche l’analisi citogenetica e molecolare permettono di approfondire il significato di alterazioni genetiche nuove quali futuri marcatori prognostici e di risposta alla terapia.

    ANALISI MOLECOLARE DELL’ESPRESSIONE DI RETROVIRUS ONCOGENI
    L’attività di ricerca è incentrata sull’analisi dei meccanismi molecolari che controllano l’espressione e la replicazione del retrovirus leucemogeno umano HTLV-1. Questi studi hanno portato alla scoperta di nuovi geni espressi da HTLV-1 attraverso splicing alternativo. Successivamente, gli studi sono stati diretti alla ricerca del meccanismo di azione delle proteine codificate da questi geni. Questi studi hanno condotto all’analisi delle interazioni fra proteine virali e processi cellulari preposti al controllo del trasporto nucleocitoplasmatico di macromolecole. Inoltre, gli studi sulla proteina p13II di HTLV-1 hanno rivelato che questa si localizza elettivamente a livello mitocondriale e modifica la struttura e la funzione di questi organelli. Questi ultimi risultati hanno dato origine ad un filone di ricerca, attualmente in corso, volto a definire il ruolo delle funzioni mitocondriali nella strategia di replicazione di HTLV-1, delle sue proprietà patogenetiche e, più in generale, dei processi di trasformazione neoplastica.

    ANALISI DEL RUOLO DELLA PROTEINA TAX DEL VIRUS T LINFOTROPICO DI TIPO 1 (HTLV-1) NELLA APOPTOSI

    L’apoptosi, o morte cellulare programmata, è un processo fisiologico di autodistruzione cellulare; gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo, nel mantenimento dell’omeostasi tissutale, nella difesa dagli agenti patogeni e nella maturazione del sistema immunitario. L’alterazione di questo processo è implicato nella patogenesi del cancro, di patologie autoimmuni e malattie neurodegenerative. Poiché l’infezione con HTLV-1 è correlata sia all’insorgenza di neoplasie altamente refrattarie alla chemioterapia, che di malattie neurodegenerative, il nostro progetto attuale si propone di verificare il ruolo della proteina Tax di HTLV-1 nel processo apottotico. I primi risultati indicano che la proteina Tax svolge un ruolo differenziale a seconda del programma apoptotico attivato. Tax non è in grado di inibire pathway attivati da stimoli recettoriali (TNF alfa), mentre proteggere da stimoli quali la deplezione di fattori di crescita o una elevata espressione della proteina pro-apoptotica Bax. Tale protezione sembra essere dovuta ad un blocco del pathway apoptotico mitocondriale poiché cellule Tax-positive presentano inibizione sia al rilascio del citocromo c dai mitocondri che alla traslocazione di Bax dal citosol ai mitocondri, due fenomeni strettamente correlati all’attivazione della via apoptotica mitocondriale.

    L’uso di alcuni mutanti ci ha inoltre permesso di determinare l’importanza della attivazione della via CREB nella protezione dall’apoptosi mediata da Tax. Questo ultimo dato risulta interessante in quanto recentemente è stata riportata la rilevanza della via CREB nello sviluppo di alcune neoplasie ematopoietiche.


    STUDIO DEI PAPILLOMAVIRUS UMANI (HPV) NEI CARCINOMI E NELLE LESIONI PRE-NEOPLASTICHE DELL’AREA ANO-GENITALE

    I papillomavirus umani sono eziologicamente associati al carcinoma della cervice uterina e in misura minore ai carcinomi di vulva, vagina, ano e pene. La persistenza dell’infezione con alcuni fra i più di 100 diversi tipi di HPV (e in particolar modo il tipo 16) rappresenta il fattore di maggior rischio di sviluppo del carcinoma cervicale. Solo una piccola parte delle donne con infezione persistente sviluppa lesioni displastiche gravi, poiché altri fattori virali (quali la carica virale e la presenza di varianti virali) e fattori legati all’ospite (quali la compromissione del sistema immunitario e il fumo) influenzano la storia naturale dell’infezione da HPV. Inoltre, la stretta associazione causale fra HPV e carcinoma cervicale rappresenta il presupposto sia per una prevenzione primaria mediante l’utilizzo di vaccini che prevengono l’infezione, che per il possibile utilizzo di test per la ricerca di HPV al fine di aumentare l’efficacia della prevenzione secondaria. Gli studi svolti ed in corso presso la nostra Unità sui papillomavirus umani riguardano la ricerca, tipizzazione e caratterizzazione (quantitativa e mutazionale) degli HPV in carcinomi e lesioni pre-neoplastiche cervico-vaginali e ano-genitali; quelli più significativi sono:

    • uno studio prospettico (iniziato nel 1995) di donne immunodepresse per infezione da virus dell’immunodeficienza;
    • uno studio prospettico di donne immunocompetenti e immunodepresse con infezione da HPV tipo 16;
    • uno studio multicentrico randomizzato sull’utilizzo di un test HPV nello screening del cervico-carcinoma.

    NEOPLASIE EREDO-FAMILIARI

     

    Il 5-10% circa di tutti i tumori si sviluppano in soggetti geneticamente predisposti appartenenti a famiglie nelle quali la predisposizione all’insorgenza della malattia viene trasmessa come un carattere mendeliano semplice, spesso ad alta penetranza. Nel corso degli ultimi 10 anni le ricerche condotte dal nostro gruppo si sono focalizzate sullo studio delle basi genetiche dei tumori ereditari con particolare riferimento ai carcinomi mammario ed ovarico e, più recentemente, al melanoma cutaneo maligno. Mutazioni a carico dei geni BRCA1 e BRCA2 sono responsabili di buona parte dei carcinomi mammari ed ovarici ad eziologia eredo-familiare; similmente, alterazioni geniche dei geni CDKN2A e CDK4 rendono conto di parte dei melanomi cutanei maligni che insorgono in individui geneticamente predisposti. In collaborazione con i reparti dell’Oncologia Medica, Clinica Chirurgica II e Senologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova, l’Unità e’ attivamente coinvolta in uno studio multidisciplinare teso all’identificazione, reclutamento e sorveglianza di famiglie ad alto rischio. I principali temi, oggetto delle ricerche attualmente condotte nel nostro laboratorio, possono essere riassunti nei seguenti punti:

    • Analisi mutazionale dei geni BRCA1, BRCA2, CDKN2A e studio delle correlazioni genotipo/fenotipo.
    • Messa a punto di strategie di screening mutazionale di II generazione in grado di identificare alterazioni genetiche non convenzionali.
    • Caratterizzazione della rilevanza biologica di varianti geniche a significato patogenetico ignoto.
    • Identificazione di geni/alleli a bassa penetranza e studio della loro potenziale azione modulatrice nei confronti di mutazioni nei geni ad alta penetranza.

    Parliamo di
    Ultimo aggiornamento informatico: 11 Febbraio 2026, 08:49

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    Casa accoglienza San Camillo
    Parrocchia San Camillo
    via Verci 2/2bis, 35128 Padova049 807 8507
    349 499 6174
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    Posto letto € 15 a notte
    Casa Lovarini
    Associazione Amici di San Camillo
    via Lovarini 2, 35126 Padova347 433 3111Monolocale
    € 200 a settimana
    € 650 al mese
    Casa Lucia Valentini Terranivia G. Dè Menabuoi 64, 35132 Padova049 864 6500
    info@casavalentiniterrani.it
    Camera singola € 30
    Camera doppia € 47
    Casa Paolo VI
    Associazione CILLA
    via Meneghelli 9, 35128 Padova049 802 5187
    casapaolosesto@rinoecilla.it
    Camera singola € 30
    Camera doppia € 40
    Residenza Padre Placido Cortesevia San Massimo 25, 35129 Padova049 820 0711
    residenza.cortese@itsad.it
    Camera singola € 35 1ᵃ notte
    dalla 2ᵃ notte € 25
    Camera doppia € 60 1ᵃ notte
    dalla 2ᵃ notte € 50
    Aggiunta letto in stanza doppia € 15 a notte
    Casa Sant’Angela Merici
    Istituto secolare Sant’Angela Merici
    via Falloppio 25, 35121 Padova049 823 8100
    049 823 8125
    csapadova@libero.it
    Camera singola € 31
    Camera doppia € 57
    Camera tripla € 75
    Casa Santa Rita da Cascia
    Associazione Per una nuova vita
    via S. Maria in Conio 10, 35131 Padova049 877 4491
    info@perunanuovavita.org
    Camera singola € 22-29
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    Alloggivia Canova 1, 35027 Noventa Padovana (PD)
    Via P. M. Kolbe 27, 35011 Campodarsego (PD)
    349 383 0264
    vacanze.padova@gmail.com
    Bilocale per 4 persone € 50
    dal 16° giorno € 40
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    dal 16° giorno € 50
    Alloggi Livianavia Michele Sanmicheli 1/A , 35126 Padova049 876 1845
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    Camera singola € 34
    Camera doppia € 54
    Camera tripla € 70
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    Camera singola € 34
    Camera doppia € 54
    Camera tripla € 70
    Ca’ MaMicondominio Le Loggie, appartamento 27,
    piazza Europa Unita 19,
    31033 Castelfranco Veneto (TV)
    348 73 88 212
    www.camami.it
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    Sconto 15% sulle tariffe
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    Camera singola € 30-40
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    Camera singola € 34
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    Casa accoglienza San Camillo
    Parrocchia San Camillo
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    Casa Lovarini
    Associazione Amici di San Camillo
    via Lovarini 2, 35126 Padova347 433 3111Monolocale
    € 200 a settimana
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    Casa Lucia Valentini Terranivia G. Dè Menabuoi 64, 35132 Padova049 864 6500
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    Casa Paolo VI
    Associazione CILLA
    via Meneghelli 9, 35128 Padova049 802 5187
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    Camera singola € 35 1ᵃ notte
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    Casa Sant’Angela Merici
    Istituto secolare Sant’Angela Merici
    via Falloppio 25, 35121 Padova049 823 8100
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    Casa Santa Rita da Cascia
    Associazione Per una nuova vita
    via S. Maria in Conio 10, 35131 Padova049 877 4491
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    Possibili disservizi

    Si comunica che dal giorno 04/11/2025, a causa di un importante aggiornamento del sistema di refertazione utilizzato in Radiologia, Radiologia Senologica e Medicina Nucleare dello IOV, potrebbero verificarsi dei piccoli disguidi nello scarico online dei referti e delle immagini prodotti dai servizi indicati.
    In caso di difficoltà nell’accesso online a detta documentazione, vi chiediamo di riprovare nei giorni successivi e a contattare il servizio URP nel caso non si riuscisse ad accedere correttamente alla documentazione online.