I tumori al rene costituiscono il 5 per cento circa di tutte le nuove diagnosi di tumore, con un numero di casi attesi ogni anno in Italia di circa 10 mila e un’età media di diagnosi attorno ai 65 anni.
Il principale fattore di rischio di questa neoplasia è il fumo di sigaretta, ma sembrano essere implicate anche obesità, ipertensione arteriosa o insufficienza renale di lunga data ed esposizione professionale ad alcune sostanze tossiche.

Circa il 5 per cento dei tumori renali è costituito da forme ereditarie (sindrome di Von Hippel Lindau e altre molto rare).

Prevenzione

La principale forma di prevenzione del tumore al rene consiste nell’eliminazione dei fattori di rischio. In particolare si consigliano astensione dal fumo di sigaretta, conduzione di uno stile di vita sano, controllo del peso corporeo e della pressione arteriosa. Occorre inoltre evitare l’esposizione a sostanze tossiche in ambiente lavorativo.
Non esistono programmi di screening organizzato applicabili per la diagnosi precoce del carcinoma del rene nella popolazione generale.

Sintomi

La maggior parte delle neoplasie renali si presenta senza sintomi ed è diagnosticata in modo del tutto incidentale durante l’esecuzione di una ecografia addominale o una TAC eseguite per altri motivi. Altre volte compaiono sintomi come ematuria (sanguinamento dalle vie urinarie), dolore lombare o disturbi generali come stanchezza, calo di peso, febbre, dolore alle ossa o in altri distretti corporei coinvolti dal tumore.

Diagnosi

Nel sospetto di un tumore del rene è indicata una visita dallo specialista urologo; gli esami più frequentemente richiesti sono l’ecografia dell’addome e la radiografia del torace oppure la tomografia assiale computerizzata (TAC) di torace e addome con mezzo di contrasto iodato, oltre agli esami del sangue generali. Altri esami possono essere richiesti per casi particolari. Non ci sono marcatori di malattia specifici da monitorare.

Cura

La terapia del tumore al rene è generalmente costituita dall’intervento chirurgico di asportazione parziale o completa del rene coinvolto (nefrectomia). Dopo l’intervento non sono indicate ulteriori terapie e il paziente inizia un programma di controlli periodici.

Qualora il tumore del rene fosse diagnosticato in fase avanzata, cioè con coinvolgimento di altri organi, fra cui soprattutto polmone, fegato, linfonodi o ossa, si esegue spesso la nefrectomia come primo intervento al fine di confermare la diagnosi e ridurre il carico complessivo di malattia. C’è poi indicazione a iniziare trattamenti oncologici sistemici con nuovi farmaci che bloccano l’apporto di sangue alle cellule tumorali, definiti farmaci anti-angiogenici, e con agenti immunoterapici. Si tratta di farmaci da assumere per molti mesi, spesso in maniera cronica.
Il tipo di farmaco è scelto dal medico oncologo in base alle caratteristiche del paziente, del sottotipo tumorale e delle altre malattie eventualmente presenti. Scopo di queste terapie è controllare i sintomi correlati alla presenza del tumore, migliorare la qualità della vita e prolungare la sopravvivenza.

Altri trattamenti che possono essere applicati nel tumore del rene avanzato sono la radioterapia, l’asportazione chirurgica delle metastasi oppure interventi ortopedici di stabilizzazione su aree di indebolimento osseo causate dalla malattia stessa, oppure trattamenti locali con radiofrequenze o crioterapia.

Per la migliore gestione del paziente con tumore del rene avanzato, allo IOV si esegue una valutazione multidisciplinare al fine di coordinare al meglio le attività dei diversi specialisti e garantire al paziente l’accesso a tutte le opzioni di trattamento.

Follow up

Il follow up oncologico rappresenta un’importante attività per coloro che, sottoposti a chirurgia e/o alle terapie oncologiche, sono liberi da malattia pur mantenendo un rischio di ricaduta variabile nel tempo. Il follow up ha lo scopo di identificare precocemente il possibile ritorno della neoplasia, anche se non sempre si traduce in un miglioramento della sopravvivenza. A tal proposito è utile programmare esami del sangue e radiologici a intervalli cadenzati, più frequentemente nei primi anni e meno assiduamente col passare del tempo. Inoltre durante le visite di controllo vengono sorvegliate le tossicità tardive dei trattamenti a cui il paziente è stato sottoposto e possono essere corretti stili di vita disfunzionali.